2005
Eccoci dunque, chi l'avrebbe detto a luglio che questo blog sarebbe arrivato fin qua, fino al momento dell'ultimo post dell'anno. Tempo di riflessioni, bilanci, promesse, classifiche dei primi cinque dischi, libri, film, concerti, vini assaggiati, birre sbagliate, pacchi tirati, pacchi presi, tutto per soddisfare la tua curiosità, mio caro lettore voyeurista. (Il perchè poi in classifica si debbano mettere sempre cinque posizioni e non sette, tredici, o due non me lo sono mai spiegato....) Bè sì, in fondo so che muori dalla voglia di saltare all'ultima riga del post per sapere qual è il miglior vino che ho assaggiato quest'anno, ma sappi fin d'ora che non te lo dirò. Ti dirò invece che per una volta posso affermare senza ombra di dubbio che questo è stato un anno buono, ha avuto i suoi momenti da dimenticare, le situazioni che è stato bello vivere e ovviamente quelle che setornassindietroadessomicomportereidiversamente, insomma i suoi difetti e i suoi pregi. Ma questi ultimi sono stati certamente più numerosi dei primi, quindi, caro lettore, con un pizzico di egoismo mi auguro che il mio 2006 sia quanto di più simile all'anno che se ne va. E dato che siamo in clima di buonismo, auguri anche a te che leggi.
When there's nothing to give
Well how can we ask for more
We might make love in some sacred place
The look on your face is delicate
(Delicate - Damien Rice)

12 Comments:
avrei potuto forse credere che il blog sarebbe arrivato a dicembre, ma mai che avrebbe previsto una citazione di damien rice! :) in ogni caso bello il post, complimenti. e la classifica dei vini dopo tutte le low di quest'anno si potrebbe anche fare. :)
che bello lavorare in questo cesso di citta' il 27 dicembre.
trincio dove sei
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mah.
Beh per me il pizzico di egoismo va bene,perché proprio oggi riflettevo sul fatto che saluto quest'anno a malincuore.Chi lascia la via vecchia per la via nuova...Quest'anno avrebbe potuto soprattutto concludersi in modo migliore,però è stato un anno di cambiamenti e almeno di varchi,di piccole luci,in lontananza...Quelle luci potrei raggiungerle nel 2006,ma potrebbero anche spegnersi.Insomma,spero anche io che almeno il 2006 sia come il 2005,peggio proprio no...Incrociamo le dita!!
Bisogna cambiare cambiare cambiare. La furia deve essere distruttiva. Per questo è stato bello il 2005.
E Milano non è un cesso di città...E' solo il lavoro che la avvelena.
milano e' il prototipo della citta' moderna multi"culturale" cosmopolita, quindi aculturale e individualista, tanto caro a coloro che, ai piani alti, intendono ridurre l'umanita' a massa, "materia organica anfibia comunemente detta merda" senza origini comuni, senza una vera identita' e radicamento. l'unica cosa che caratterizza questa massa e' la smania della personale affermazione.
in sostanza il milanese non esiste:
chi parla il dialetto nelle nuove generazioni?
chi conosce la "sua" città?
chi ne sente la storia??
e' ormai un covo di consumatori e dediti alla piu' sconsolante e perennemente insoddisfacente ricerca dell'affermazione personale, della tendenza ecc...
a milano con un'intensita' angosciosa non riscontrabile altrove, tutti, dal dark al fighetto, dal sancarlino al no-global...cercano una improbabile identita' e senso d'appartenenza in gruppi che in realta' non han nulla da dire e da offrire tranne una scialba quanto vana ricerca della distinzione e un proprio decalogo di comportamenti esteriori, orientamenti sterili, mode caduche e poco altro...
per non parlare della patetica alterigia e/o indifferenza con cui si tengon separate.
liquidi immiscibili
chiazze d'olio esausto dello stesso motore, nella stessa acqua, nella stessa fogna.
da lontano pare tutto un uguale e grigio un refluo industriale
basta confrontare le espressioni sui volti delle persone che girano a milano a quelle dei cittadini di altre citta' per rendersi conto della disumanita' della condizione del milanese.
comunque di buono c'e' che contribuisce a mantenere il resto del paese.
un po' parossistico a rileggerlo...ma nella sostanza e' cosi'
Rambo, ma quanti luoghi comuni.
Ora, solo qualche appunto a margine:
1) Multiculturale = aculturale? Bizzarra equazione, potresti dimostrarmela?
2) "Coloro che, ai piani alti, intendono"? Ammesso e non concesso che tu possa conoscere altre intenzioni al di fuori delle tue, le intenzioni di 'sti fantomatici inquilini dei piani alti potresti dimostrarmele?
3) "A Milano i Milanesi non esistono" é un detto che - da quanto ne so - appartiene alla mia città fin dal Dopoguerra. La storia (di Milano, e di ovunque) la scrivono le persone, ogni singolo giorno. Il dialetto é la lingua che si parla per strada, lingua locale, lingua non marmorea ma soggetta a cambiamenti fisiologici: era così cinquant'anni fa, é ancora così adesso. Ovviamente le parole - nel frattempo - son cambiate, ma cos'altro non lo é?
4) Mi illustri meglio il concetto di "comportamento esteriore"?
5) Mi dimostri come può essere "sterile" un orientamento, ammesso e non concesso che la sterilità (così come l'inutilità) esista?
6) A proposito di parole che cambiano: i "sancarlini" sono scomparsi sì e no dal '98. Più in generale, la settarietà cultural-giovanile é fortunatamente morta con gli anni '90. Oggi trovi Gabberini ai rave parties, ravers al Killer Plastic, dark che plazano coi pettinati fuori dai centri sociali. Discorsi tipo "Io non esco con te perché tu hai le Dr. Marten's" non ne sento più da anni, tanti anni, ma proprio tanti. E mi sembra giusto, e culturalmente costruttivo, che sia così.
7) "Alterigia", angoscia e "disumanità" a Milano? Complimenti per gli standards, Rambo, vedo che parlano chiaro. Ora, detto inter nos: a Berlino ci sei mai stato? Marsiglia? Si può sapere dove vivi?
8) "nella sostanza e' cosi", a meno che tu non abbia fisicamente visto il mondo attraverso altri occhi al di fuori dei tuoi, non esiste. Nella sostanza - semmai - a te sembrerà così. Gli assolutismi sono morti, e secoli & secoli prima dei Sancarlini: che riposino in pace.
Saluti.
M.
Ciao!Ti ho coinvolto in un gioco,una catena tra bloggers...Passa nel mio blog e partecipa se ti va...
Ps:ho visto le foto di Capodanno :D.
Gli inquilini dei piani alti sono coloro che detengono il potere nel mondo occidentale.
e cioe' il mondialismo.
le varie lobby: bilderberg trilateral ecc...
le dinastie del potere finanziario rotschild warburg lehman morgan... coloro che detengono le banche centrali, fmi World Bank.
son coloro che finanziano la politica e dettano gli orientamenti.
sono gli intoccabili che nominano i loro mezzani, manutengoli,tipo i vari draghi monti ecc... quelli a cui tutti i politici , non importa lo schieramento, riservano plauso e incondizionato servilismo.
son coloro che hanno pilotato le svendite delle economie nazionali, son coloro che promuovono la diffusione di un unico stile di vita in ogni luogo, fatto di individualismo, materialismo consumismo.
son coloro che spingono perche' non esistano piu' differenze tra popoli e cultura e desiderano esista una unica massa indifferenziata che costituisca un unico mercato e un soggetto privo di iniziativa politica e culturale indipendente.
sono i responsabili delle piu' feroci e criminali speculazioni vedasi italia 1992 thailandia malesia corea ...
son quel 2 % che in america detiene piu' del 50 % della ricchezza "nazionale" e finanzia sia repubblicani che democratici, per vincere in ogni caso,chiunque vinca.
il 2% che detiene tutto il sistema mediatico. dalla stampa WSJ NWT WP
ai colossi come time warner viacom dreamworks walt diseny company e Tv Abc CBS CNN ecc...
informati su come van davvero le cose e chi ci sta dietro.
e' anche ora di smettere di credere alle illusioni democratiche.
multiculturale = aculturale. ovvio
la civilta' nasce da una comunita' nazionale e storica che condivide una pluralita' di valori e porta avanti una comune visione del mondo. la cultura nasce da questo, da una storia comune, valori spirituali e religiosi comuni.
un Dante Michelangelo Fidia Confucio ecc... non nascono se non in un ambiente culturale omogeneo, determinato a farsi voce di un orizzonte di valori comune e condiviso. Cio' non vuol dire che escluda la differenza, anzi Si pensi alla civilta' classica, al rinascimento ma anche alla Cina Giappone India Maya ecc... in esse coesisteva la comunanza e la differenza in armonia, l'armonia tra l'individualita' dell'individuo e l'organicita' della comunita'. Ma la differenza deve essere compresa nell'unita' in un rapporto armonioso. questo equilibrio non puo' sussistere quando una societa' e' composta da individui appartenenti a popolazioni originarie troppo diverse con visonis radicalmente diverse. Lo stesso impero romano era composto da popoli molto diversi ma accomunati da una comune origine, indoeuropea, e una medesima base religiosa, stesso per l'impero asburgico. Se non si sussiste una base comune,la societa' e' atomizzata, naturalmente individualista...si pensi agli stati uniti...
gli stati uniti dovevano essere la patria ideale del multicuralismo, in quanto in essa nessun gruppo etnico , tranne gli indiani opportunamente sterminati, poteva rivendicare un diritto alla terra piu' degli altri. Altra condizione favorevole alla buona riuscita dell'esperimento multiculturale era il fatto che i suoi abitanti, costituendo la parte piu' debole delle societa' da cui venivano, non erano portatori di una cultura forte e definita ed erano animati da una forte voglia di riscatto.
ma quale e' la realta' oggi di questa societa'? c'e' vera integrazione? vera unita'?
a parte le differenze imbarazzanti in campo economico e sociale,i gruppi etnici son sostanzialmente separati, nessuna societa' e' piu' debole e disunita di quella americana, pervasa da un'individualismo insanabile e illusoriamente unita da un finto patriottismo che basta un uragano katrina a far sparire.
non per niente tale societa' e' governata da un 2% della popolazione che ne detiene gran parte della ricchezza
il sogno americano e' la piu' grande bufala della storia... un' illusione che cadra' ben presto non appena tocchera' anche a loro affrontare una vera crisi, una guerra in casa loro o una crisi economiaca perlatro prevista dai loro piu' emineti economisti (galbraith ecc...)
e cosa propone la loro subcultura?
a parte i rituali del piu' avvilente consumismo e individualismo (logico perche' il soddisfacimento delle esigenze umane primarie e' quasi l'unica cosa che puo' accumunare un musulmano a un ebreo o a un buddista...)...
nulla...
tranne, se vogliamo, la loro fede nella loro missione di democratizzare,(tralaltro a qualunque costo e in maniera arrogante e poco pacifica) leggasi americanizzare il mondo, derivantegli dalla loro base veterotestamentaria.
ma a paret gli usa.
la societa' multirazziale e' sempre combattuta tra due orientamenti:
1 appianare le differenze irriducibili che porterebbero allo scontro
2 rispettare le usanze , labilmente riportate, dei vari gruppi etnici.
la prima tendenza e' il cosidetto melting pot la seconda la salad bowl, per usare i termini dei teorici del multiculturalismo.
ora la prima porta a un' inevitabile intolleranza. (sarebbe difficile tollerare che , non e' che un esempio gruppi culturali come i musulmani con la loro visione teocratica e monoteista potessero armonizzarsi a una visione politeista (oriente)o anche atea...se non a patto di rinunciare ad aspetti fondanti della loro visione del mondo..) l'esempio puo' essere ripetuto, si pensi alle tribu ' africane che han pratiche e usanze innegabilmente lontane dal modo di pensare ad esempio di un cristiano.(ad es. infibulazione ,..ma c'e' altro. ora queste tribu', come altri, hanno il massimo mio rispetto e diritto a comportarsi come vogliono , ma dubito che i vari paladini del multiculturalismo tollererebbero sul loro suolo atteggiamenti culturali simili.
la seconda tendenza combatte con la necessita' di fissare limiti alla libera espressione culturale dei vari gruppi etnici. esistono infatti culture con una visione "totale" della vita, miranti cioe' a regolare e ispirare la vita non solo dell'individuo ma della societa' intera in tutti gli aspetti..ad esempio visioni teocratiche. paesi di questo tipo son oggi iran israele ecc,, la cui legislazione e' emanata direttamente in base a convinzioni religiose radicate.
questo tipo di societa' e popoli non potrebbero mai adattarsi alla convivenza con stili di vita diversi sullo stesso suolo, mai potrebbero accettare la salad bowl...e difatti non lo fanno ( si consideri ad esempio che in israele uno straniero non ha praticamente diritti, non puo' aprire attivita' comprar casa ecc...)
potrebbero al limite annacquare la loro identita' e qui si viene alla conclusione...e cioe' che il multiculturalismo non puo' che portare a un avvilimento, castrazione ,annacquamento delle culture che pretenderebbe di far convivere e pertanto porta necessariamente a una piega individualista e consumista
se per te la cultura di hollywood, e' cultura...ben per te.
io mi ostino se devo fare un viaggio in india a trovare i pellegrini nel gange piuttosto che qualcuno che va a fare il rituale dello shopping a bombay.
se vado in vietnam preferisco trovare il contadino che mangia le formiche o i topi piuttosto che la merda di macdonald's.
se vado in iran mi piace vedere che vivono ancora nel loro stile, foss'anche inconcepibile per me.
il discorso chiaramente è molto complesso. senza volerne toccare tutti i punti, la globalizzazione che ha portato i mcdonald's in vietnam e i blockbuster di hollywood in tutto il mondo è un dato di fatto, ma non lo trovo così preoccupante (grazie a dio, in vietnam non mangiano tutti da mc donald's e di bei film se ne vedono ancora parecchi). più interessante se sia possibile costruire, in questo secolo, una società multiculturale e multirazziale armoniosa e fertile. più che lamentarci dei problemi esistenti, dovremmo cercare delle soluzioni innovative, perché l'aumento del multiculturalismo nella società occidentale (e non solo) è anch'esso un dato di fatto. sempre che non vogliamo dichiarare già persa la partita: mi sembra ancora presto.
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